In queste incerte giornate di Ottobre, nella vendemmia che volge quasi alle sue giornate finali, può capitare il piacere di trascorrere delle ore molto piacevoli, visitando una delle aziende agricole del nostro paese.

Io personalmente, partendo con l’intenzione di tornare a Montefalco, uno dei luoghi simbolici del panorama enologico del centro Italia, ho fatto visita a Terre de la Custodia, la cantina dell’immenso gruppo Farchioni situata a Gualdo Cattaneo, che non rappresenta uno dei classici mostri sacri venerati di Montefalco, ma che sicuramente si candida a diventarlo per l’importanza sempre crescente, a fronte di un approccio moderno basato sulla sostenibilità ambientale ed il rinnovamento della linea produttiva sotto la direzione sapiente del gruppo di Riccardo Cotarella .

Una piovosa e umida giornata di Ottobre, in piena campagna umbra, si trasforma in una bellisima occasione di ristoro se ci si cala completamente in questa realtà davvero sorprendente, dimenticandosi di tutti i problemi che ci circondano.

Il casale dell’azienda è molto bello, oltre il muro d’ingresso si apre una splendida corte con giardini curati che si dispiega come un immenso balcone sui vigneti circostanti.

Ai lati della corte troviamo la sala di accoglienza in stile classico antico che funge da wine shop, con numerose bottiglie di annate diverse in bella vista, formati di vario taglio, la linea dell’oleificio e del birrificio.

Ad accoglierti nel migliore dei modi c’è Daniele che ci guida in maniera professionale e distesa alla scoperta dei vini dell’azienda nell’area degustativa.

Prima di passare alla parte godereccia della visita, non poteva e non doveva mancare la passeggiata nella catena di produzione, tini immensi di fermentazione in acciaio con ogni sorta di tecnologia sono pronti a tramutare in oro la materia prima, che viene analizzata in ingresso da sorprendenti scanner che selezionano minuziosamente ogni chicco che entra a Terra de La Custodia, una cosa incredibile. Ci si inebria alla vista e all’olfatto, dato che siamo in piena raccolta.

Con Paolo, si scende giu’ nella barricaia, un immenso santuario lungo, dove trovano alloggio centinaia di botti di rovere di varia grandezza, barrique, tonneaux, botti grandi; qui il silenzio e lo stupore sono doverosi.

 

Nello stesso ambiente, non potevano mancare le giganti pupitre per il Metodo Classico, in azienda il remuage è rigorosamente manuale, come antica tradizione vuole.

Dopo una breve sosta in una nicchia dedicata alla conservazione delle storiche bottiglie della cantina, si passa nella sala di ricevimento, pensata e realizzata in uno stile classico all’inglese, adibita al servizio del pranzo dedicato al nostro gruppo, con una moderna cucina a vista che fa davvero un bel effetto visivo. Purtroppo non abbiamo potuto sfruttare la bellissima veranda esterna, a causa del maltempo.

I vini che abbiamo degustato sono stati:

– “BLANCHUS” Spumante Metodo Charmat lungo = Ottimo prodotto ottenuto da Grechetto in spumantizzazione in autoclave,caratterizzato da un bel fruttato e da un perlage di media persistenza.

– “GLADIUS” Metodo Classico Colli Martani Doc = servito prima del pranzo, si conferma uno spumante davvero ben riuscito e dalla qualità affidabile. Il classico abbinamento Chardonnay e Pinot Nero con un affinamento medio di 48 mesi sui lieviti, regalano un bel connubio di freschezza, brio e finezza di perlage.

– MONTEFALCO GRECHETTO Doc 2019= il nuovo nato in casa, è la sorpresa della giornata, un bianco di razza, studiato bene nella produzione, ottenuta con una parte del prodotto affinata in barrique. Fruttato esplosivo, buona struttura, acidità e persistenza di ottimo livello.

– “RUBIUM” Montefalco Rosso Doc 2014 = uno dei prodotti che preferisco, un vino che fa dell’equilibrio la sua ragione d’esistere, le note ruvide e selvagge del Sagrantino vengono smussate in maniera perfetta dal Sangiovese e dal Merlot, acquisendo completezza e bilanciamento fra le parti dure e morbide, senza perderci in qualità.

– Sagrantino di Montefalco Docg 2015 (vincitore 3 bicchieri di Gambero Rosso) = Con questo vino saliamo di importanza e complessità, bella acidità e tannini vigorosi sostengono una struttura invidiabile e pronta a sfidare il tempo, terziari già presenti ma ancora non evoluti, fanno presagire un’evoluzione fortunata nel tempo.

– “Exubera” Sagrantino di Montefalco Docg 2009 = Grazie a Paolo e Daniele abbiamo avuto l’occasione di degustare questo prodotto che nasce per essere una riserva, anche se il disciplinare purtroppo non ne definisca ancora questa versione. Nonostante gli 11 anni tuttavia ancora si denotano caratteri un po’ ruvidi e poco armonizzati nell’equilibrio, che probabilmente viziano un po’ il giudizio finale. La curiosità tuttavia mi porta a sperare in un secondo assaggio fra qualche anno per capirne di piu’ sulla sua evoluzione e al piacere di provarne un’annata completamente diversa.

– “Melanto” Sagrantino di Montefalco Docg Passito = un grande passito da meditazione o fine pasto, in abbinamento ad un dolce al cioccolato poi è una vera delizia per i sensi.

Un grande ringraziamento a Paolo e a Daniele per la loro professionalità e per la loro gentilezza nei nostri confronti. Torneremo presto ad assaggiare i prossimi prodotti in cantiere e le nuove annate!

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