Ogni amante del vino conosce benissimo l’importanza del cognome Cotarella nel panorama enologico italiano. Se da una parte Renzo Cotarella ha fatto la fortuna della famiglia Antinori ormai da anni, il fratello Riccardo (presidente di Assoenologi) ha saputo realizzare nel tempo un’ intensa attività di gestione e consulenza per numerose aziende italiane di alto livello, contribuendo a riqualificarne la qualità produttiva o strutturandone totalmente l’impresa, sapendo ogni volta valorizzare i punti di forza di ognuna.

Grazie a questo straordinario talento è fiorita Falesco, azienda di proprietà della famiglia, sita a Montefiascone, nel territorio di confine fra il Lazio e l’Umbria. Oggi l’azienda ha cambiato nome in “Famiglia Cotarella”, mantenendo la divisione Falesco per i prodotti classici.

Al centro di questa scelta c’è il passaggio di consegne in famiglia verso la generazione successiva, che ha fortemente voluto questa evoluzione.

Il vino di punta della cantina è sempre il Montiano, un grande rosso ottenuto da Merlot in purezza, nato dalla geniale intuizione di Riccardo, ammaliato dal suo viaggio negli Chateau di Pomerol.

Forzatamente introdotto in un territorio storicamente appartenuto ai vitigni bianchi laziali, contro tutte le resistenze degli scettici locali, esperti o meno, il Merlot di Cotarella si è affermato con sacrificio e forse testardaggine, divenendo in pochi anni un’etichetta che oggi è un simbolo nella sua categoria.

Proprio il Montiano 2016, è il testimone di questo passo verso il futuro, vestito del nuovo logo, che riporta lo stemma ed il cognome di famiglia, in quella che di fatto è diventata la nuova linea Premium.

Rosso rubino intenso e profondissimo, denso, poco trasparente. Frutti di bosco, marasca sotto spirito e spezie si intrecciano fittamente in maniera dominante fino all’olfatto, per poi lasciare spazio anche al caffè, al cuoio e al sottobosco. All’assaggio è secco, di grande struttura, si nota subito una bella acidità ancora un pò prevalente rispetto ai caratteri morbidi, che tuttavia regalano una buona rotondità. Tannini vigorosi e ancora netti. Finale in retrolfazione lungo e fine su note di vaniglia e liquirizia.

Ovviamente, come mi aspettavo dalla fama di questo vino, ci sono tutti i presupposti organolettici per prevedere una lunga maturazione in riduzione, bisogna solo pazientare qualche anno per godercelo a pieno.

Abbinamento consigliato: cacciagione stufata o come piacere meditativo.

Rapporto qualità/prezzo: Ottimo

Evoluzione prevista: Molto Lunga

Voto Vinogamia: 90/100

 

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