I vini di Franco Terpin, sono un’esperienza multisensoriale che ogni buon vinonauta dovrebbe fare nella vita. Un salto in un mondo eccezionale, quello del Collio, interpretato dalla figura di chi ha svestito i panni di un’agricoltura comune, per andare oltre. I bianchi di Terpin, sono scevri di addizionali chimici, ma ricchi di consonanti vegetali, perché da Terpin la macerazione sulle bucce è una religione, piu che un processo. Il risultato sono vini carichi di colore e di emozioni, mai scontati, mai ruffiani, fatti per chi ama stupirsi davanti a prodotti che sono opere d’arte riservate a pochi intenditori.

Abbiamo provato il suo “Jakot” 2011 che scimmietta il nome di Tokaj al contrario, oggi divenuto Friulano, probabilmente il piu celebre vino dell’azienda.

Dopo il contatto con le bucce, fermenta in acciaio con lieviti indigeni, per affinare poi in botti di legno per un anno e per ulteriori 4 anni in bottiglia, senza subire filtrazione o stabilizzazione.

Già alla vista nel bicchiere, rimaniamo esterefatti dallo splendido “quarto” colore, che va dal giallo ambrato all’aranciato brillante, limpido ma non trasparente, non essendo filtrato.

Al naso si apre un universo di profumi intensi di pesca sciroppata, confettura di albicocca, miele di acacia, melone e qualche accenno al mango e alla papaya.

In assaggio è caldo, con una verve acida netta e ancora viva, la sapidità è giusta ma c’è anche morbidezza in equilibrio, finezza ed un ritorno olfattivo molto lungo di frutto maturo.

Degustato in questo momento, abbiamo trovato un vino in forma stupenda che lascia intravedere possibili spiragli di evoluzione terziaria nel tempo.

Un vino dal difficile abbinamento, che non disdegna l’accompagnamento a formaggi stagionati o erborinati, oppure un secondo di carne bianca di preparazione elaborata come il coniglio porchettato.

Rapporto qualità/prezzo: eccezionale

Longevità prevista: lunga

Voto Vinogamia: 94/100

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